Disagio lavorativo e burnout
A un certo punto non è più stanchezza. È qualcosa di più profondo che si è spento.
Non hai più nulla da dare, eppure continui. Ti senti invisibile a te stesso mentre cerchi di essere tutto per gli altri. Oppure è un blocco, una direzione perduta, la domanda silenziosa su cosa stai davvero facendo della tua vita.
Continui ad andare avanti, ma qualcosa dentro di te si è fermato.
Forse sei qui perché senti che è arrivato il momento di fermarti davvero.
Il disagio lavorativo raramente riguarda solo il lavoro. Spesso tocca l’identità, il senso di valore personale, i confini che non siamo riusciti a mettere, i bisogni che abbiamo ignorato troppo a lungo.
Come lo intendo
Insieme possiamo esplorare cosa si nasconde dietro l’esaurimento, che cosa del lavoro tocca la tua storia e il tuo senso di valore, e quali confini non sei riuscito a mettere. Il burnout ha anche una dimensione organizzativa: non è tutto dentro di te, e non è tutto nelle tue mani.
Come si svolge il lavoro
Il primo contatto è una telefonata gratuita. Il primo colloquio dura 45 minuti, in studio o online, anche in orari compatibili con il lavoro [DA CRISTIANO: fasce orarie serali/pausa pranzo?]. Di norma una volta a settimana. Se l’esaurimento ha ricadute fisiche importanti, ne parleremo anche con il tuo medico.

Informazioni e primo colloquio
Fermarsi non è debolezza. Se vuoi, puoi scrivermi o telefonarmi: il primo contatto telefonico è gratuito.

Informazioni e primo colloquio
Puoi scrivermi qui, via email o su WhatsApp, oppure telefonarmi: il primo contatto telefonico è gratuito e serve a capire insieme se ha senso fissare un primo colloquio, in studio o online. Rispondo di norma entro 24 ore.
